Archive | ottobre, 2008

Tu, io, Vinicio e i cieli spenti.

29 Ott

… e dal cielo della Turchia ti scrivevo che mi mancavi da guaio.
Ma io non potevo nemmeno immaginare cosa volesse dire sentire la tua mancanza.
Passare un guaio perché tu non ci sei.

Quando hai nove ore di fuso orario nel cuore ti ritrovi spesso a guardare il cielo.
A perderti nel cielo. Il cielo della Turchia è nero e pesante.
Le luna ti urla sulla testa incazzata come non mai, vuole rispetto.
Lei è.
Lei è la Turchia, tutta.
Lei, come le stelle.
Hanno delle stelle enormi da quelle parti.

Let the seasons begin

28 Ott

E poi arriva un vento gelido che porta via tutto.
Finisce l’estate e tutto il resto.
Ti prepari a sentire il freddo.
Pensi che sia un fatto del tutto normale, è la natura.
Ti prepari ad avere freddo.
Bisogno di amici come non mai.
Compagni per i prossimi mesi sotto lo zero.
Chiedi alle onde di andarci piano.
Sei stata un pò sbattuta ultimamente.
Le montagne russe sono divertenti, ma si rischia di vomitare.
Almeno dopo un pò.
Speri nella risacca.
Ma sai che le navi ancorate bene non si spostano.
Confidi nella risacca.
Perché no? Alle volte capita.
Perché non dovrebbe succedere anche a te?

Benvenuti tutti.

http://www.youtube.com/watch?v=gsfAmkKRcFU

Su radio selvaggia libera tornano i Beirut

Un’ora dario

23 Ott

Via dell’universo sconosciuto
Un mese fa come oggi
Tale resterà la via

http://it.youtube.com/watch?v=0k_Pe_iNYO4

"Once"
Selvaggia libera, una volta nella vita, ci ha provato davvero.

Il problema dei rifiuti

21 Ott

Radio selvaggia oggi ha il cuore pieno di monnezza.
Deve cambià sacchetto.
Qualcuno l’ha scambiato per la raccolta dei rifiuti umidi organici e adesso … puzza!

Come quando nella raccolta carta trovi il cartone della pizza, solo che dentro c’è ancora la pizza.
Non va bene … e no!!!
C’è un processo di decomposizione che non si può ignorare.
Iniziano così le epidemie, con la monnezza, dalla monnezza.

Quindi radio selvaggia libera fa un appello a tutti quelli che non riescono a liberarsi dalla monnezza:
Per favore, fatelo.
Ma adesso, poi è tardi.
E non fate come quelli che fanno finta, quelli che la tengono sul balcone… tanto fa freddo!

http://it.youtube.com/watch?v=VND0iQ3rzoc&feature=related

Assalti frontali

Cibo per gatti

20 Ott
1

(…) Ma non voglio parlare di Wallace, voglio parlare di Gromit.  Mi piace la sua natura semplice e spontanea che lo rende affascinante senza dover fare a tutti i costi il dannato per ritagliarsi il ruolo del creativo. Qualsiasi altra persona risulterebbe uno sfigato senza precedenti, ma lui no. Lui è l’ultimo vero romantico, in senso stretto, in tutto il mondo, o almeno nel mio mondo. Gromit pensa che gusto e personalità possano convivere, che se sei uomo e ti piace il rosa non sei necessariamente gay, che l’esser miti e temperati sviluppi passioni incontenibili. Lui ama con quel fare argentino che ci hanno lasciato le telenovelas degli anni ottanta, tipo Veronica o Topazio che, però, forse, erano venezuelane. Gromit ha un cane bruttissimo che ha beccato un parafanghi sul muso, lui lo trova una creatura splendida e lo chiama carlino. Io invece sono ancora convinto che morirò prima dei trentatré anni e che per essere affascinante bisogna essere bastardo e consumare una vita fatta di sostanze devastanti per neuroni, fegato e ogni sorta di reputazione. Il mio bisnonno consigliava cavalli e troie, ma mai senza una bella spruzzata di champagne. Lui si che aveva capito tutto, non come me che sono la costruzione pubblicitaria di me stesso condannato all’eterno tormento. Ma questo è solo il mio personaggio, ogni tanto lo dimentico, perché lo amo da morire, mi piace ed è nella mia natura perversa e contraddittoria ammirare Gromit, invidiarlo, voler essere lui e, al tempo stesso, insultarlo perché ama ancora con il cervello e soprattutto con il cuore, mentre io arrivo, faccio, vengo. Punto. (…)

2

(…)Gromit sta osservando la scena di me con un barattolo di cibo per gatti in una mano e una forchetta nell’altra.
– Fallo!
– Non ci riesco…
– Fallo e basta!
– Stai zitto Grom, non riesco a concentrarmi se parli.
– Ci stai ripensando? Eh? Che ti prende?
– No, non ci sto ripensando, adesso lo faccio.
– Tu non eri quello che le cose non se le chiede, che le fa e basta?
– Infatti adesso lo faccio.
Gromit aveva ragione. L’avevo sempre smenata con l’azione senza riflessione, la conseguenza senza rimorso e adesso … stavo lì come uno di quelli che ti chiedono le cose trenta volta per paura d’agire.
– Ieri sera ho bevuto, magari ci riprovo domani …
Tentai la strada dell’indisposizione, a mio favore avevo la nausea, il vomito e l’alito mefitico post sbornia.
– Va beh, se stai male lascia stare. Proverai un’altra volta.
Ero credibile!(…)

Tratto da Cibo per gatti
Per l’unica donna della mia vita che ha un racconto tutto suo e una "nostra canzone"

Lady Oscar se ne fotte!

17 Ott

 Se trascorri  9 mesi nella pancia di tua madre e, per qualche strano motivo, decidi di coprirti il  sesso con le mani tutte le volte che le fanno un’ecografia, non stupirti se quando esci qualcuno rimane deluso. Se poi, sempre per qualche strano motivo, tua madre ha il pancione a punta, tipico di chi attende un figlio maschio, non stupirti se quando esci tuo padre, alla vista di una creatura sprovvista di ciò che servirebbe almeno per fare la pipì in piedi, ti accoglie con un’espressione che  dice:
–    Come hai potuto farmi questo?
Ti hanno appena calciato in un  mondo pieno di rumore e luce accecante, sei stato “parato” da un ginecologo imbavagliato munito di mannaia e tra pochi minuti un’ostetrica in soprappeso, con una notevole peluria labiale, ti preparerà per presentarti la tua famiglia. Ah, la tua famiglia è composta dall’uomo di prima, quello deluso, e da una donna sudata, sfatta e con delle occhiaie tipiche di chi ha appena corso la Parigi-Roubaix, sulle ginocchia.
Ed eccoti a casa. Benvenuta!
Tua madre ti guarda incantata e ti bacia la punta delle dita dicendo cose del tipo:
–    Ma di chi sono queste manine sante?
Tu pensi che almeno lei dovrebbe saperlo di chi sono… Intanto tuo padre ha i conati di vomito e sta preparando un cesto di vimini per abbandonarti. Nell’attesa prendi confidenza con tutto “l’azzurro” del mondo, perché i tuoi hanno pensato bene di comprare qualsiasi cosa prima che tu nascessi. I vestiti sono azzurri, le lenzuola sono azzurre, persino le bestioline disegnate sui pannolini sono azzurre, e tu? Tu sei nera, incazzata nera, perché tutte le bimbe che vedi in giro hanno abitini rosa, scarpette rosa e lunghi capelli con il nastro rosa. Tu, invece, l’unico nastro rosa che hai visto passare era sul disco di Battisti e gli unici capelli che hai sono quelli sopravvissuti ad un taglio estremo comunemente detto soldato Jane. Ricapitolando, hai quasi 5 anni e sei una femmina, ma vesti come i maschi, hai i capelli come i maschi e frequenti la scuola calcio, dell’oratorio, come i maschi. Va tutto bene. Certo, hai un’identità sessuale confusa che la metà basta e la cosa peggiore è che nemmeno lo sai cos’è un’identità sessuale. (…)

http://it.youtube.com/watch?v=xorHwWP9f2s&feature=related
Eccezionale!!!

Non sei tu, non sei più

16 Ott

"Quella persona non sei più, quella persona non sei tu…Finisce qua"

Quando capirete che quella persona, che sta lì, davanti a voi, non è più la persona di cui vi siete innamorati, ma solo la sua più lontana rappresentazione fisica, allora smetterete di desiderarla nella vostra vita.

Pensiero realizzato ieri intorno alle ore 18:00.
Mi ci sono voluti solo 8 anni.

Arrivederci amore ciao

La casa del sole

15 Ott

“Non ti aspettare amicizia se non sei pronto a ricevere ingratitudine”.

Mi ha detto qualche sera fa una persona.
Io ci ho perso il sonno.
Dopo 27 anni ho scoperto dove risiede il mio male di vivere,
ho troppe aspettative nei confronti delle persone importanti.

Come mio padre il giorno in cui ha venduto la casa di Marsala, la casa dove venne al mondo.
Si aspettava che le persone si preoccupassero del suo stato d’animo,
invece si preoccuparono solo della cifra che si poteva ricavare dalla vendita.

Questa canzone è per mio padre
perché lui dice che gli viene da sospirare quando la suona e la suona sempre.

http://www.youtube.com/watch?v=pRV9QCXLtHQ

Beirut a Nantes

14 Ott

La mia metà libanese, che forse è 1/4 o forse 1/8,
stamattina si è svegliata con una canzone nella testa.
Una canzone dei Beirut, ovviamente.
Una canzone dei Beirut che non parla di Beirut, parla di Nantes.
Una canzone che mi vibra dentro ogni volta che la sento.

Radio selvaggia libera trasmette ancora da Torino.
Milano può attendere. Forse non mi avrà mai.

http://www.youtube.com/watch?v=jc3ZAs17uAg

"Just another night in Nantes"
Beirut
(Street Version)

Nichilisti su Facebook

9 Ott

Ogni tanto mi chiedo dove sono finiti i miei amici di qualche tempo fa.
Quelli del gruppo dei nichilisti. Oh, ma nichilisti veri. Vecchia maniera.
Emiliano, ad esempio. Chi l’ha più visto? L’ultima volta era il 2005 e stavamo a Re di Roma,
a mangiare rosticini sulla panchina.

Emi che nega valori, verità, evidenze. Che indossa la giacca di pelle. Che vede i suoi capelli diventare grigi. Che ascolta Tom Waits. Che è felice quando mi vede, ma non lo dimostra.
Che è bello da leggere. Che lascia l’Università. Che tutto fa schifo. Che tutto finisce nel nulla.

Insomma l’ultima persona che pensavo di ritrovare su Facebook.
Emiliano? Su Facebook? Ora posso anche morire. Ho visto proprio tutto.

Poi penso. Ma cosa diavolo è Facebook? Non è forse una realtà che non porta a nulla?
Una non realtà? A quel punto capisco che non è Emiliano quello fuori posto.

Da Radio Selvaggia Libera
per Emi

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