Ma cosa cantavamo da piccoli?

13 Ott

Chi non ricorda "un ciodo de fero vecio" alzi la mano.
Probabilmente tutti, dalla Valle D'Aosta alla Sicilia, si sono improvvisati veneti per interpretare questo meraviglioso classico della canzone popolare italiana by scuola materna, ma c'è una cosa che ancora oggi non afferro: ma chi cavolo è mechimecomeca?

"Ohi bela mechimecomeca, mechimecomeca, mechimecomeca.
Ohi bela mechimecomeca, mechimecomeca, mechimecò."

Per non parlare di quella tristissima Ninna Nanna, dedicata alla mamma, scritta probabilmente durante un conflitto mondiale, che illustra la disastrosa situazione economica di una ragazza madre che può permettersi di portare in tavola solo un chicco di caffè.

E poi, il cowboy che si chiamava Piero. Tolto che Piero non mi sembra un nome da cowboy, la canzone contempla anche un indiano di nome Arturo, idem come sopra, e un altro indiano che essendo bello, ovviamente, ha un chiodo nel cervello. Ma che schifo!

Non dimentichiamo però il "tic e tac"del tizio in bottega che si frega di ogni, senza preoccuparsi della prigione. Un tizio che deve avere molta fame, perché vede un poliziotto dalla testa di melone e dai piedi che invece "eran panini". Che infanzia difficile, tic e tac!

E che mi dite della situazione promiscua degli indiani al centro della terra che dormono con tutta la tribù e poi fanno Yayaye Yuppyyayayeeeee, Yayaye Yuppyyayayeeeee? Insomma, un troiaio.

Potrei andare avanti con quella povera crista della bella lavanderina che deve lavare fazzoletti smoccicati per tutti gli abitanti del paese. Oppure con quel disgraziato che ha perso la sua casetta in Canadà per colpa di un piromane. O con l’intramontabile brum del um che ha un piss nella gum… ma nessuna potrà mai essere all’altezza della “mucca da latte”, qualche volta nota come “vacca da latte”.

Se non ricordo male, faceva più o meno così:

Come vorrei essere una vacca da latte uò uò, là là là.
E fin qua, tutto bene. chi non lo ha mai desiderato?

Tutto il giorno a fare la cacca nel salotto uò, là là là là.
Insomma, non che cagare in salotto sia la mia massima aspirazione… ma gustibus non disputandum est.

Ed incontrare il toro Geremia, goder con lui di tutta la naturaaa, sapendo che lui ama solo me.
E noooo, scusate! L'idea di essere amata dal toro Geremia tra le fratte è troooppo inquietante.
 
Ma non soffermiamoci e proviamo tutti insieme a riportare alla mente altri pezzi storici.
Chissà quali altre perle ho dimenticato?

Selvaggia

P.s.
Questo post è stato ispirato dalla mia art Federica e dal suo pupo Edo, che oggi mi hanno fatta tornare all’asilo. Grazie. 

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27 Risposte to “Ma cosa cantavamo da piccoli?”

  1. anonimo 14 ottobre 2011 a 10:09 am #

    … per non dimenticare una fase terribile della mia infanzia, da quando tutti in cerchio partiva il "grande" che per sfiga vuole iniziava a girare in tondo facendoti venire già il mal di testa e tu pregavi che non si fermasse davanti a te

    "se sei triste e ti manca l'allegria e scacciar vuola malinconia"
    si vabbe, mo so triste perchè tu, stronzo, lo so già che verrai a piazzarti qua davanti a me…. [e le gambe tremano, lo sguardo va all'albero a 10 metri dal cerchio…]

    "vieni con me ti insegnerò la canzone della felicità, bom bom bom"
    che t'avevo detto? eccolo qua, bello, luccicante, fiero della sua scelta, davanti a me. ma vaffanculo. [ e nel frattempo tutti ti guardano, come se fossi l'appestata]

    "sbatti le ali, muovi le antenne, dammi le tue zampiiiine"
    l'umiliazione è tanta, troppa, e poi tutti sti movimenti che sono, mica ho richiesto di partecipare ad un corso di aerobica, volevo solo passare un pomeriggio con amici mangiando il calippo.

    "vola di qua e vola di la, la canzone della felicità, bodon dom dom"
    be in effetti mo un pò di felicità ce l'ho.. e sai perchè? perchè dopo aver simulato la danzatrice in costume di "honolulu" e girato a braccetto come una demente facendo credere di esser diventata felice…ora tocca a me girare nel cerchio… e qui scatta lo sguardo compiaciuto di chi, a soli 7 anni, sa di poter rendere PAN PER FOCACCIA a chi prima pensava di essersela scampata…. ahahahhaah [risata satanica]..

    Questo cmq era il peggio, ciò che io odiavo all'ennesima potenza.

    Ma se vogliamo parlare del povero Jona che per non so per quale motivo è finito in pancia di una balena e mangia storione a manetta sboccando a tutt'andare senza pietà oppure della famosa ape che è finita in un campo di bocce e che scoccia e poi non so bene per quale motivo innesca un meccanismo di polpettoni e uova… beh… sediamoci a tavolino.
    E parliamone

    L'altra Vale

  2. Castore_M 14 ottobre 2011 a 10:18 am #

    Cosa mi hai fatto tornare in mente..!

  3. glaurito1 14 ottobre 2011 a 10:21 am #

    Il cowboy Piero … io la cantavo così (giuro)

    Ma l'indiano bello
    col chiodo nel cervello
    prese la cavalla
    e se la inc..ò!!

    E comunque stamattina su Radio Capital (l'unica radio che mi dà soddisfazione) hanno trasmesso per intero la canzone di Pinocchio dall'omonimo sceneggiato degli anni '70 (lo so, tu non c'eri, ma l'avrai sentita).
    Un tuffo nel passato (e sono uscito tutto sporco di sugo di pomodoro)

    Bentornata alla scrittura, nenna.

  4. aurelianobuendia 14 ottobre 2011 a 10:34 am #

    oh ma solo io non cantavo nulla ai tempi dell'asilo?
    Nemmeno le sigle dei cartoni animati sapevo, così per dire.
    Che scarsa infanzia.

  5. anonimo 14 ottobre 2011 a 10:53 am #

    Ma allora, l'ambiguo "piperepetenusa 'nusa la patata, 'nusa il pomodoro pimperepetempà" vorremmo mica dimenticarcelo!

  6. anonimo 14 ottobre 2011 a 10:54 am #

    Ma allora, l'ambiguo "piperepetenusa 'nusa la patata, 'nusa il pomodoro pimperepetempà" vorremmo mica dimenticarcelo!

    Federica 

  7. anonimo 14 ottobre 2011 a 2:11 pm #

    Io cantavo "Le lümaque!.

  8. emptyout 15 ottobre 2011 a 7:28 pm #

    Mai sentite!

  9. Rebetika 16 ottobre 2011 a 1:28 pm #

    @l'altra Vale: vedo che anche tu hai avuto un'infanzia segnata dalle canzoncine. mi spiace socia, hai tutta la mia comprensione.

    la canzone della felicità è stata per me motivo di vergogna clamorosa anche in età ben più adulta, quando facevo il tirocinio alla scuola materna e i bambini volevano cantarla a tutti i costi. io ho provato a introdurre i Metallica, i Nirvana e altri gruppi più rispettabili, ma è quel "muovi le tue zampine" che batte qualsiasi altra cosa.

    e Jona fortunatamente l'ho scoperto tardi, solo dopo la canzone truzza da disco sulle note di "gam gam".

    @castore: chiudi tutto e dimentica di nuovo.

    @glaurito: grazie gla!
    come vedi sono tornata con argomenti di attualità e altissimo giornalismo.
    bella la tua versione dell'indiano bello.

    @aureliano: tu non le cantavi perché le componevi e poi obbligavi i tuoi compagni a guardare i tuoi video fatti in casa e a cantare.
    ecco perché. πŸ˜›

    @fede: "nusa la patata" lo trovavo imbarazzante anche quando ero piccola. non sapevo bene cosa fosse la "patata", escludendo il tubero, ma suonava già molto ambiguo e strano.

    @tu anonimo anarchico qualunquista: non avevo dubbi che cantassi le donne niude di pariji e le liumache surjelate. πŸ™‚

    @empty: ma per favore, scommetto che hai tutte le compilation nel cassetto. πŸ˜›

  10. emptyout 16 ottobre 2011 a 1:35 pm #

    Muuuahahaha…smettila di  rovistare nei mie cassetti!

  11. Rebetika 16 ottobre 2011 a 4:34 pm #

    allora vedi che hai degli scheletri nella cassettiera! πŸ˜›

  12. aurelianobuendia 16 ottobre 2011 a 10:00 pm #

    Ahahah questa me la incasso πŸ™‚

    Touchè!

  13. Rebetika 16 ottobre 2011 a 10:21 pm #

    io vado matta per le tracce audio, i video e i disegni.

    buendia 4ever!

  14. emptyout 17 ottobre 2011 a 1:36 pm #

    Ma che spiritosetta….

  15. Rebetika 17 ottobre 2011 a 1:43 pm #

    πŸ˜›

  16. amanite 19 ottobre 2011 a 2:34 pm #

    Non ne conosco nessuna O_o

  17. Rebetika 19 ottobre 2011 a 2:56 pm #

    e quindi cosa cantavi all'asilo? πŸ™‚

  18. amanite 19 ottobre 2011 a 3:05 pm #

    Mi piacevano molto le melodie senza testi

  19. scacciavite 19 ottobre 2011 a 5:26 pm #

    …c'era un volta un grillo in un campo di lino…

    allego il testo preso dalla rete. E' bellissima!

    C'era un grillo in un campo di lino 

    la formicuzza gliene chiede un filino.

    lariciumba larillallero lariciumba larillallà 

     

    Il grillo disse: "che cosa ne vuoi fare?"; 

    "calza e camicie: mi voglio maritare". 

    lariciumba larillallero lariciumba larillallà 

     

    Il grillo disse: "lo sposo sarò io"; 

    la formicuzza: "Ne son contenta anch'io".

    lariciumba larillallero lariciumba larillallà 

     

    Venne fissato il giorno delle nozze, 

    quattro patate e due castagne cotte.

    lariciumba larillallero lariciumba larillallà 

     

    Vennero in chiesa si diedero l'anello; 

    il grillo cadde e si ruppe il cervello.

    lariciumba larillallero lariciumba larillallà 

     

    La formicuzza corse verso il mare: 

    cercar l'unguento pel grillo medicare. 

    lariciumba larillallero lariciumba larillallà 

     

    Quando fu là, laggiù vicino al porto, 

    venne la nuova: il grillo era morto.

    lariciumba larillallero lariciumba larillallà 

     

    La formicuzza dal grande dolore 

    con le zampine si trafisse il cuore.

    lariciumba larillallero lariciumba larillallà 

     

    Quattro grillini vestiti di nero 

    presero il grillo e lo portarono al cimitero. 

    lariciumba larillallero lariciumba larillallà 

     

    Quattro formichine vestite di bianco 

    presero la formica e la portarono al campo santo.

    lariciumba larillallero lariciumba larillallà 

  20. Rebetika 19 ottobre 2011 a 5:31 pm #

    grazie per il prezioso contributo.

    lariciumba larillallero lariciumba larillallà 

    πŸ™‚

  21. scacciavite 20 ottobre 2011 a 12:42 pm #

    io che non sono mai andato all'asilo imparo tutto da mio figlio…

  22. Rebetika 20 ottobre 2011 a 5:11 pm #

    mi raccomando, occhio alla vacca da latte.
    ha rovinato intere generezione.
    guarda quello che ha fatto a me e capirai. πŸ™‚

  23. AtipiCoz 30 ottobre 2011 a 2:35 pm #

    uno certe cose cerca di dimenticarsele..
    poi capisci che sei il primo di una lunga sfilza di nipoti e tutti i più piccoli, di questi tempi, ogni volta che ti vedono ti cantano queste cose.

    un giorno anche loro capiranno.

  24. Rebetika 1 novembre 2011 a 8:42 pm #

    @AtipiCoz: pensa che io da un lato sono la più grande e dall'altro la più piccola. quindi il mio repertorio è vastissimo, perché abbraccia diverse generazioni: fortunella eh! 

  25. sospesoneltempo 3 novembre 2011 a 2:49 pm #

    …mi ricordo che mio padre, coerente con quello che vedeva e di cui parlava sempre, mi cantava 'sta cosa…

    "Albertosi era amico di Zoff,
    Antognoni Rivera incontrò
    e tutti insieme poi si misero a giocare
    con un palla di giornale…."

    …ebbene sì, sono nato nella prima metà degli anni Settanta πŸ™‚
     

  26. Rebetika 4 novembre 2011 a 12:10 pm #

    @sospesoneltempo: uhahahahh ma secondo me era un'invenzione di tuo papà, mai sentito nulla del genere. 

    comunque, sempre meglio di:

    tre oche andavano a ber…

    tre oche andavano a ber…

    andavano a bere alla fonte del reeeeeeee.

    tre oche, due oche, un'oca andavano a bere alla fonte del re.

    (e così via, aumentando sempre di un'oca)

  27. sospesoneltempo 4 novembre 2011 a 12:28 pm #

    …e no, il genitore non poteva essere diabolico fino a questo punto πŸ™‚

    ecco la prova http://www.youtube.com/watch?v=CBIsoYpjwFc

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