Archivio | aprile, 2012

Quello che le donne non dicono potresti anche fare lo sbatti di immaginarlo.

26 Apr

Si dice che quando una donna dice “no”, in realtà, vuole dire “sì”, e viceversa. Che quando una donna risponde “non ho niente” significa “sono incazzata come un puma giapponese e se ti avvicini ti recido la giugulare con una carezza”. Che quando una donna esordisce con “va tutto bene” vuole dire “ma ti pare che vada bene?”. Che quando una donna, timidamente, dichiara “non importa”, nel profondo, sta pensando “minchia se questa me la paghi!”. Insomma, si dice che quando una donna dice qualsiasi cosa è molto difficile che “quella cosa” abbia realmente “quel” significato. 

Ma è sempre stato così? Non potendomi avvalere di ricostruzioni storiche attendibili, tipo i filmati “in costume”che partono ogni volta che la famiglia “Angela” si fa una domanda, mi accontenterò di confutare la mia tesi attraverso qualche esempio cinematografico.  

Quante volte nei film abbiamo visto donne baciate di prepotenza, dal fusto di turno, che prima si ribellano come anguille in preda alle convulsioni e pochi secondi dopo si lasciano coinvolgere in una limonata capace di rilevare anche il più piccolo reflusso gastroesofageo? Pensate a Rossella O’Hara, a Holly, a Cleopatra…. anzi, pensate direttamente a Liz Taylor in tutti i suoi ruoli e nella vita. 

Ciò che invece sfugge alla mia analisi è: perché gli uomini continuano a ignorare questa peculiarità della donna?

A) gli uomini non sono dotati di memoria storica.

B) gli uomini non vanno abbastanza al cinema.

C) gli uomini non hanno una grande immaginazione.

D) gli uomini non se ne fottono proprio.

Ormai, sui vari social, girano veri e propri tutorial per interpretare e decifrare il linguaggio delle donne. Elio con “Cara ti amo” ha creato un attendibilissimo manuale per la comprensione dell’utero e delle sue necessità. 

E se la questione fosse più complessa? E se un banalissimo “sei arrabbiata?” volesse dire “so che sono stato proprio uno stronzo, ma  ho un orgoglio grande come la fronte di un beluga e non riuscirò mai ad ammetterlo”? A quel punto il “ma figurati!” o il “non importa” delle donne risponderebbe inconsciamente all’orgoglio dell’uomo con “col cavolo che ti prendi questa soddisfazione!”.

Così però cadrebbe tutto quello che ho imparato in questi 30 anni di vita.  A una certa età le fanciulle imparano che quando un uomo dice una cosa, in genere, vuole dire proprio “quella”,  fatta eccezione per le seguenti situazioni: 

  • non è che non mi piaci, è che siamo troppo amici. (sei racchia)
  • è che ho paura di rovinare tutto. (sei racchia)
  • non sei tu, sono io che sono sbagliato. (sei racchia)
  • tu sei fantastica ma… (sei racchissima) 

Il punto è proprio qui. Perché noi donne al primo “non sei tu, sono io che…”capiamo il vero significato della frase e voi maschietto davanti a un “non voglio più vederti”ci prendete in parola?  

Annunci

Bach Attack.

19 Apr

Tra tutte le qualità che non ho ce n’è una di cui mi sento particolarmente sprovvista. Fortuna che esistono i Fiori di Bach per queste “carenze”.

Dal numero 1 al 38, più il 39esimo factotum Rescue Remedy, troviamo rose capaci di sedare attacchi di panico, castagne per l’ansia, genziane per pessimisti, querce per aspiranti ambiziosi, larici per non rinviare le cose, olmi per quando non ce la si fa più, salici per vite che sono state ingiuste e tante altre essenze MADE IN MADRE NATURA. Personalmente, credo di aver bisogno di un numero 18, o così mi sembra di aver capito effettuando la classica googleata. Concorda anche il farmacista, che però non ha a disposizione il flaconcino da 5 gocce che costa SOLO 8 euro e mi invita a tornare il giorno seguente, lasciandomi tanto di talloncino per il ritiro.

Il giorno dopo. 

Ore 9:00

Fretta cosmica con bestemmia in canna, macchine in tripla fila e farmacia che sta per tirar su le serrande. A sorpresa, mi accoglie una  farmacista sconosciuta che non sembra essere impegnata con nessun cliente, dal momento che ci sono solo io. Cammino decisa verso di lei. 

Farmacista: Un minuto, per favore.

Arresto il passo, faccio finta di sorridere. Aspetto altri 4-5 minuti, e poi faccio un altro mezzo passo. 

Farmacista: Ho detto un minuto.

Io annuisco, ma la rabbia sale. Inizio un carosello con la porta per controllare la macchina, non voglio prendere una multa e nemmeno perdere il mio turno, visto che nel frattempo è entrata altra gente. Passo davanti alla fotocellula un numero illegale di volte, questo irrita la farmacista che, davvero, non capisco cosa stia facendo. 

Farmacista: Ancora un attimo…

Lo dice senza tirar su la testa, il suono giunge distorto. Inizio a cercare il tagliando del ritiro nelle tasche.

Farmacista: Ho capito, attenda. 

Il killer che è in me inizia a farsi sentire, prende parola. 

Killer in me: Senta, devo solo ritirare, sto aspettando da almeno 10 minuti.

La farmacista rimane in modalità gentilezza primaverile. 

Farmacista: Ho visto.

Io resto basita mentre il killer in me mi supplica di uscire.

Killer in me: Senta, ho la macchina in seconda fila, in divieto di sosta.

Farmacista: Prima finisco e prima sono da lei. 

Mi gioco l’ultima carta.

Killer in me: Signora… mi scusi, devo andare a lavorare.

Di colpo, il silenzio. Una palla di sterpaglie rotola davanti al teschio di bufalo nel bel mezzo del deserto. Avrebbe avuto paura anche Chuck Norris. La farmacista muta in farmacista psicopatica, alza la testa tipo bambola infernale e mi trafigge con uno sguardo. Sento freddo. 

Farma psycho: Ah sì, lei deve andare a lavorare? E io cosa sto facendo secondo lei? 

Il killer in me mi abbandona, ha paura pure lui. 

Selvaggia: Non intendevo…

Farma psycho: Le avevo chiesto solo un po’ di pazienza. 

Selvaggia: Sì ma…

Farma psycho: Le viene così difficile avere pazienza?

Selvaggia: Ecco, appunto…

Farma psycho: No, mi risponda. 

Selvaggia: Il problema è…

Farma psycho: Dica, dica, la ascolto…

Selvaggia: Io…

Farma psycho: Lei…

Selvaggia: Io devo…

Farma psycho: Lei cosa?

Non aggiungo altro, mi limito ad appiccicare il talloncino alle rètine della Farma Psycho sul quale troneggia a caratteri cubitali:

Fiore di Bach N°18, essenza IMPATIENTS.  

Paolofitness e non solo

Per aspera ad astra

Vertical Expression Studio a.s.d.

Associazione Sportiva Dilettantistica

verticalexpressionstudio.wordpress.com/

Arti coreutiche e discipline acrobatiche

AVVOCATOLO

Non tutto l'oro luccica, ma difficilmente puzza.

Kiara Kreations Design

Bijoux, bomboniere, idee regalo, complementi d'arredo in argilla polimerica

Cammello Blu

Le cose che non capisco

Michele (Caliban)

Perfidissimo Me

BISUS

BIsogni SUSsurranti

Biobioncino's Blog

Andare avanti nella propria quieta disperazione

Fuoridallarete

Since 1990

pigropanda

un blog fuori tempo massimo

jojovertherainbow

There's no places like home

INDIHOPE

LIVE POSITIVE READ POSITIVE

♥ La Jenny ♥

♥ IL BLOG PIU' FASHION DOVE PUOI TROVARE CONSIGLI, RECENSIONI E TUTORIAL SUL MONDO DELLA MODA, DEL MAKE-UP E DELLO STILE ♥

Idiosincrasie quotidiane.

Demolitrice di false speranze. Illusionista virtuale.