Trauma anni ’80.

18 Dic

Tra i vari traumi della mia generazione ce n’è uno che accomuna un sacco di persone: il regalo di Natale mai avuto. Primo colpevole  Babbo Natale con la sua fottuta lista dei desideri che  non si è mai cacato di pezza. 

In questi giorni mi sono ritrovata in più occasioni a parlare con amici e colleghi di regali d’infanzia. Regali mai arrivati. Davvero incredibile è stato scoprire che ci sono una serie di giocattoli che tutti abbiamo desiderato e che quasi nessuno di noi ha avuto. 

Al quinto posto c’è la famosa Villa di Barbie. Non la casa eh, quella di cartone con l’ascensore a filo ce l’avevamo tutti, ma la villa che dentro aveva l’impossibile e che la potevi solo invidiare sulla quarta di copertina di Topolino. (Equivalente maschile, il Galeone dei Playmobil).

Al quarto. Alzi la mano chi avrebbe dato un rene per fare un giro di Gira la Moda. Lo aveva mia cugina più piccola. Ho cercato di accopparla in diverse occasioni per portarglielo via. Scusa cugi. (Equivalente maschile, l’Allegro Chirurgo) 

Terzo posto. Unisex, anche se spacciato come regalo da femmina dalla società evidentemente maschilista: Il Dolce Forno. I genitori erano soliti acquistare un diversivo, probabilmente più economico, sempre a tema, ma che faceva un’altra cosa. Zucchero filato? Pop corn? Cioccolatini? Tutto valido, ma nemmeno minimamente paragonabile alla felicità del Dolce Forno. A me toccò una gelatiera. A un amico andò peggio chiedendo la Nouvelle Cuisine… gli arrivò il gioco del baldo fruttivendolo. (ne ignoravo l’esistenza)

Il secondo posto è occupato dal Robot schiavo che non faceva un cazzo, ma che rendeva inutile ogni esistenza senza la sua presenza: Emilio Robot. Giuro, su tutto quello che ho di più caro al mondo, che non l’ho mai visto acceso. I miei amici ricchi lo avevano dietro la porta della cameretta. Non lo stimavo, ma lo volevo. 

And The winner is… il PISOLONE. Vuoi per il costo, vuoi per il tessuto non lavabile, il tanto ambito Pisolone non arrivava mai. Ho sempre creduto fosse solo una leggenda metropolitana, tipo coccodrilli nelle fogne, ma quest’anno ho conosciuto una persona che lo ha avuto e lo ha ancora. Inutile dirvi che cercherò di ucciderla per rubare i resti di quella bestia di peluche. 

Se anche voi siete stati ignorati da Babbo Natale, ditelo qui. Faremo una class action contro di  lui e avremo finalmente i nostri regali. 

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32 Risposte to “Trauma anni ’80.”

  1. emptyin 18 dicembre 2013 a 4:38 pm #

    Io non gli ho mai chiesto niente perche’ gia’ sapevo che babbo natale non esisteva!!!:)

    • selvaggia scocciata 18 dicembre 2013 a 4:58 pm #

      anche i miei me lo hanno detto subito, ma io speravo lo stesso che qualcuno mi portasse sto cacchio di pisolone!

      • emptyin 18 dicembre 2013 a 5:01 pm #

        ahaha

  2. zeusstamina 18 dicembre 2013 a 4:40 pm #

    Anche se non esisteva, ho chiesto (e mai ricevuto) un Gameboy – mi è rimasto un trauma infantile insoluto.

  3. Michele 18 dicembre 2013 a 5:04 pm #

    ahhaha mica male, pensare che non mi viene in mente un regalo desiderato e mai ricevuto (bimbo troppo fortunato o modesto nelle richieste? boh) 🙂

    • selvaggia scocciata 18 dicembre 2013 a 5:14 pm #

      dipende. avevi tutte queste cose?

      • Michele 18 dicembre 2013 a 5:19 pm #

        Beh in verità nessuna di queste. Ma non le ho mai desiderate 😉
        Ero più da soldatini e giochi da tavolo.

      • selvaggia scocciata 18 dicembre 2013 a 5:21 pm #

        ma tu ri bimbo negli anni ’80?

      • Michele 18 dicembre 2013 a 5:25 pm #

        Beh un po’ prima. Diciamo 70. Ma il dolce forno c’era già. Ricordo amiche che lo avevano. Ma era un pacco. Non cuoceva per nulla. Uscivano cose tremende. 🙂

      • selvaggia scocciata 18 dicembre 2013 a 5:27 pm #

        non è vero, tu menti.
        😛

      • Michele 18 dicembre 2013 a 5:29 pm #

        Giuro. Una vera ciofeca (come direbbe totó) scaldava appena appena dentro elettricamente. Giusto biscotti di Fango potevi seccare 🙂

      • selvaggia scocciata 18 dicembre 2013 a 5:31 pm #

        uhhh quelli li facevo anche io.

      • Michele 18 dicembre 2013 a 5:32 pm #

        Già e senza dolce forno 😉
        Puoi perdonare in parte babbo natale

      • selvaggia scocciata 18 dicembre 2013 a 5:33 pm #

        giammai!

      • Michele 18 dicembre 2013 a 5:34 pm #

        Hahaah crudele! 😉
        Beh in fondo io sono anni che gli chiedo natalie portman in completo fetish ma niente. Non la
        Trovo mai sotto l’albero

      • selvaggia scocciata 18 dicembre 2013 a 5:38 pm #

        😀

  4. Gintoki 18 dicembre 2013 a 5:19 pm #

    Volevo anche io Emilio

    Però al primo posto dei miei sogni non realizzati c’era il Gaucho della Peg Perego

    Sognavo di andarci in giro e fare il figo accompagnando le bambine a scuola (avevo velleità da latin lover che poi si sono spente con l’età adulta. Tutto perché secondo me non ho avuto il Gaucho!)

    • selvaggia scocciata 18 dicembre 2013 a 5:20 pm #

      io invece, bimba di 3anni, sognavo il manzo di 5 che arrivava a prendermi col Gaucho.
      auhahahahah!

      Questo commento mi ha ricordato che volevo anche il chicco rodeo.

  5. gremma2 18 dicembre 2013 a 8:58 pm #

    Io volevo la casa di Barbie, quella con l’ascensore e i mobili tristemente stampati in trompe l’oeil. La volevo tanto, mai avuta, allora me la costruivo coi Lego. E poi si lamentano che gli adolescenti vogliono distruggere il mondo.

  6. lamiastrada67 20 dicembre 2013 a 2:15 pm #

    La pista della polistil.. ma non quella semplice con la forma a 8 .. quella bella.. a 4 corsie.. con i lunghi rettilinei.. e le ferrari e le lotus..

  7. theselbmann 8 gennaio 2014 a 10:04 pm #

    io volevo la macchina dei MASK….l’ho sempre desiderata. in realtà la desidero ancora

  8. panelibrienuvole 4 febbraio 2014 a 2:15 pm #

    Ah, la villa di Barbie…io e mia cugina ancora la sogniamo. Ce l’aveva una terza cugina, ma la teneva in terrazza e ci faceva dormire il gatto. No, dico…ti rendi conto?!? 🙂
    Gira la moda, però, ce l’avevo. L’ho consumato da quanto ci ho giocato.
    Grazie per essermi venuta a trovare…così ho potuto scoprire il tuo blog! 😉
    A presto,
    Alice

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