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Balla coi muri. (perché ho provato a parlarci e non ho ottenuto risultati)

15 Ott

Sveglia presto. Confusione. Colazione. Sei piani in ascensore. Traffico. Corso Unità d'Italia. E ancora un botto di traffico. Tranquilla, sei in ufficio. Prendi un caffè. Guardi Facebook. Vedì  che nessuno, nemmeno "Lui" o "Lei" ha scritto nulla. Ti metti a lavorare. No, meglio una siga. Chiamo anche gli altri. Voglio parlare con qualcuno. Parlare di qualcosa che non sia lavoro. Poi cominci. Ti siedi. Sei pronto. Forse oggi salverai davvero il mondo con una crema per il corpo. Oppure con il motore di un trattore. Chissà? Sono fiduciosa! L'importante che comprino, che comprino sempre. Anche se non serve. Soprattutto se non serve. Creare. Consumare. Fare soldi. Cioè, farli fare agli altri. Incrementare. + 56%. Gruppo in salita. Espandersi. Mostrare due palle COSì. E poi pausa. 40 minuti per mangiare. Vieni al bar? No, io lo porto da casa. Gli altri? Anche. Al bar spendo troppo. La cameriera mi tratta male. Mi sale la violenza. Che posso farci? Però scendo a mettere il caffé e a prendere il parcheggio. Volevi dire il contrario? Beh, tanto faccio tutto velocemente, vedrai che nessuno baderà all'ordine delle cose. Secondo tempo. Testa china, vorresti uscire alle sei. Ma sai che non lo farai, nemmeno oggi. Neanche domani. Funziona così da quasi cinque anni ormai. Cerchi di concentrarti, ma non ti frega davvero un cazzo di quello che stai facendo. Hai la testa altrove. Vorresti fare una telefonata. Vorresti avere il tempo per fermarti e pensare a quello che sta succedendo. Ma ti dicono di distrarti. E tu che fai? Per distrarti: lavori. Lavori fino alle 18:00. No, alle 19:00. Scusate… alle 20:00. E poi qualcuno passa a dirti che il tuo lavoro dovrà essere "modificato" = "rifatto", perché nessuno aveva capito cosa bisognava fare. Tu fai un cenno con la testa. Hai capito. Sai che non puoi fare nulla. Ti rifugi nei bei pensieri di prima. Quelli da cui cercavi di distrarti. Ti chiedi quanto siano reali. Ti chiedi quanto sia importante il Piano B. E quanto tu sia importante per il Piano B, che in cuor tuo è sempre stato il Piano A. Ci pensi mentre scendi le scale. Mentre guidi. Mentre incontri gli amici per un aperitivo. Butta giù, approfittane. Ma sì, magari domani non ci penserò. Torni a casa. Ora devi staccare davvero. Libro? Certo, se vuoi ammazzarti di seghe senza risoluzione. TV? Ok. Cosa danno? Nulla. Ah, meno male. Sai, non volevo rischiare… Due spari, quattro scopate, gente che si umilia davanti a un microfono. Adesso, sì che sto bene. Con Il vuoto nel cervello. Con la consapevolezza che tutto ciò che mi tormenta, per gli altri non significa un cazzo. Adesso posso anche dormire.

Su RSL torna Ste con il suo Ukulele. Un po' perché ci sta bene con quello che ho appena scritto. E un po' perché è proprio bravo co' 'sto chitarrino!

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