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Selvaggia sfiduciata.

14 Dic

Manifesto dei Ritardisti del Primo Giorno. (Lunedì)

6 Dic

Ignorare il suono della sveglia.

Ripere una serie imbarazzante di postponi, in caso la sveglia sia riuscita a fare il suo dovere.

Convincersi di essere assolutamente svegli, anche se non è assolutamente vero.

Rotolare su un fianco fino a raggiungere il bordo del letto.

Lasciarsi accompagnare dalla forza di gravità fino a raggiungere il pavimento con i piedi.

Cercare, nel nulla, ridicole ciabatte a forma di cane e impegnarsi per trovare il verso giusto.

Raggiungere, ancora con gli occhi chiusi, la cucina.

Sbattere contro una/due sedie del tavolo, oppure direttamente contro il tavolo.

Cercare di fare un caffè, assicurando un notevole spargimento di polvere su fornelli, lavandino e pavimento.

Attendere il caffè nel letto, nella speranza di non riaddormentarsi e soprattutto di non dar fuoco alla casa.

Svegliarsi per l'odore della plastica bruciata.

Spegnere il gas e ritornare nel letto con una tazzulell 'e cafè.

Guardare il soffitto dai 10 ai 20 minuti, pensando rigorosamente a niente.

Rendersi conto che è già ora di uscire di casa. 

Rendersi conto che non si sono ancora espletati tutti, ma proprio tutti, i riti mattutini.

Ricercare la lettura idonea: quotidiano, periodico, retro dello shampoo.

Ustionarsi e ghiacciarsi a fasi alterne nel tentativo di trovare una temperatura ideale per l'acqua durante la doccia.

Lavare i denti, fare le sopracciglia, senza cavarsi un occhio con la pinzetta, mettere il rimmel.

Vestirsi random, in sequenza assolutamente casuale, annusando tutte le maglie prima di infilarle.

Indossare scarpe, possibilmente dello stesso paio.

Fare ricognizione per assicurarsi: portafoglio, cellulare, chiavi di casa. Quale dei 3 oggetti ho dementicato oggi?

Chiudere la porta e iniziare un viaggio della morte verso l'ufficio con la macchina.

"Dove ho messo la macchina?"

Cercare la macchina nei soliti 4 isolati per un tempo improponibile.

Trovare la macchina, per puro caso, proprio davanti al portone.

Rispettare i semafori, far passare i pedoni, superare il guidatore duecentenario che si sta dirigendo, ai 2 km all'ora, al Museo Egizio per la solita seduta di conservazione.

Cercare parcheggio vicino all'ufficio.

Trovare parcheggio praticamente in un altro Stato.

Correre a mettere il tagliandino del parcheggio. Non a quella macchinetta, all'altra. Quella è rotta, ovviamente.

Posare il tagliandino.

Chiudere la macchina.

Tornare alla macchina dopo aver fatto il seguente pensiero: "ho chiuso la macchina?"

Dirigersi con la falcata di Carl Lewis verso l'ufficio.

Fare le scale tre a tre.

Entrare finalmente in ufficio.

Rendersi conto che nessuno, ma proprio nessuno, è stupito per il tuo ritardo.

Perché il mio lunedì mattina non può cominciare così?

Invece che così?

Gli occhi del “Porca Troia!”

13 Nov

Dal terzo minuto, io inizio a ridere.
Grazie Luciana.
 

E siccome non amo le cattiverie gratuite, ecco la prova. 
Mara, ringrazio anche te.

E visto che non amo le cattiverie gratuite, ecco una prova per conferire maggiore credibilità al contenuto del fimato.

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Anni di appunti devono trovare ordine per trasformarsi in personaggi e racconti per dare il via ad una complessa cosmogonia. Un punto di confronto (e soprattutto una valvola di sfogo) sono d'uopo ...