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Bingo Wings, una questione di famiglia.

25 Gen

Ogni anno 7 donne su 10 sono colpite dalla sindrome delle Bingo Wings, senza possibilità di appello.

Le Bingo Wings sono quelle porzioni di carne moscetta che collegano le ascelle ai gomiti, che sventolano fiere e a rallentatore quando corriamo, saltiamo, salutiamo e, naturalmente, quando possediamo una cartella vincente al Bingo. Sulle Bingo wings, anche note come ali di pipistrello o di scoiattolo volante,  è già stato scritto tutto e il contrario di tutto. Credo che ogni blog abbia un post sulla ciccia brachiale, un po’ come sul discorso dei calzini spaiati,  e dunque anche io voglio dare un contributo sull’argomento. Il mio intervento però è puramente scientifico, perché negli ultimi tre anni ho svolto studi approfonditi sull’argomento e test complessi, usandomi come cavia. 

Donne, ho una rivelazione sulle mantovane ascellari che o vi riporterà il sorriso, e la fiducia nel futuro, o vi farà venire voglia di spiccare il volo da un albero. Siete pronte?

Le Bingo Wings  non dipendono dall’età. Una volta un’amica mi ha detto che spuntano intorno o subito dopo i 30. Ecco, non è vero.

Non dipendono dalle gravidanze. Conosco donne che hanno avuto 3 figli e hanno le braccia asciutte e nervose come le keniote delle Olimpiadi.

Non dipendono da quello che mangi. Le ho viste anche su ragazze molto magre e perennemente a dieta.

E, udite udite, non dipendono da quanto sport fai. IO SONO LA PROVA VIVENTE. Mi ammazzo di pole dance, potenziamento (che comprende anche morte per trazioni), yoga e danza, eppure sono presenti e oscillanti più che mai, tanto da costringermi al saluto Elisabettiano che prevede la rotazione della mano sul proprio asse mantenendo il braccio aderente al corpo.

E allora da cosa dipendono? GENETICA, signore mie. Guardate le vostre mamme, zie, nonne, cugine ed esultate o, come nel mio caso, piangete. Non è la pigrizia, non è la lasagna e non è nemmeno la sfiga: sono i vostri geni. Le Bingo wings sono scritte nel vostro DNA, oltre che essere disegnate sotto le vostre ascelle. Quindi, potete pure lottare come forsennate, ma non esiste prevenzione e nemmeno cura per il vostro fardello di famiglia. Non vi resta dunque che sventolarle orgogliose ai  4 venti, oppure mascherarle con la creatività, proprio come faccio io.

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Questo è un ottimo modo per nascondere le Bingo Wings.

 

 

 

 

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Volevo suicidarmi…

28 Nov

…poi ho capito che bastava spostare il blog.

Trasloco di qua, da schifosplinder, ma non so ancora dove e quando.

Devo trovare una casa, pittarla e portare tutti i mobili e i ciapapuer… mica roba da ridere!

Che ne dite di wordpress?

Lo so, vanno tutti su IOBLOGGO, ma io non ce la faccio: IOBLOGGO è un nome orribile.

Voi cosa consigliate?

Attendo consigli da tutti i blogger di questa galassia e di quella affianco.

Grazie, Selvaggia. 

P.s.

Caro Dio, se rinasco, non farmi più copywriter, se no vado in paranoia per ogni cacchio di nome.
Grazie anche a te.

Ma cosa cantavamo da piccoli?

13 Ott

Chi non ricorda "un ciodo de fero vecio" alzi la mano.
Probabilmente tutti, dalla Valle D'Aosta alla Sicilia, si sono improvvisati veneti per interpretare questo meraviglioso classico della canzone popolare italiana by scuola materna, ma c'è una cosa che ancora oggi non afferro: ma chi cavolo è mechimecomeca?

"Ohi bela mechimecomeca, mechimecomeca, mechimecomeca.
Ohi bela mechimecomeca, mechimecomeca, mechimecò."

Per non parlare di quella tristissima Ninna Nanna, dedicata alla mamma, scritta probabilmente durante un conflitto mondiale, che illustra la disastrosa situazione economica di una ragazza madre che può permettersi di portare in tavola solo un chicco di caffè.

E poi, il cowboy che si chiamava Piero. Tolto che Piero non mi sembra un nome da cowboy, la canzone contempla anche un indiano di nome Arturo, idem come sopra, e un altro indiano che essendo bello, ovviamente, ha un chiodo nel cervello. Ma che schifo!

Non dimentichiamo però il "tic e tac"del tizio in bottega che si frega di ogni, senza preoccuparsi della prigione. Un tizio che deve avere molta fame, perché vede un poliziotto dalla testa di melone e dai piedi che invece "eran panini". Che infanzia difficile, tic e tac!

E che mi dite della situazione promiscua degli indiani al centro della terra che dormono con tutta la tribù e poi fanno Yayaye Yuppyyayayeeeee, Yayaye Yuppyyayayeeeee? Insomma, un troiaio.

Potrei andare avanti con quella povera crista della bella lavanderina che deve lavare fazzoletti smoccicati per tutti gli abitanti del paese. Oppure con quel disgraziato che ha perso la sua casetta in Canadà per colpa di un piromane. O con l’intramontabile brum del um che ha un piss nella gum… ma nessuna potrà mai essere all’altezza della “mucca da latte”, qualche volta nota come “vacca da latte”.

Se non ricordo male, faceva più o meno così:

Come vorrei essere una vacca da latte uò uò, là là là.
E fin qua, tutto bene. chi non lo ha mai desiderato?

Tutto il giorno a fare la cacca nel salotto uò, là là là là.
Insomma, non che cagare in salotto sia la mia massima aspirazione… ma gustibus non disputandum est.

Ed incontrare il toro Geremia, goder con lui di tutta la naturaaa, sapendo che lui ama solo me.
E noooo, scusate! L'idea di essere amata dal toro Geremia tra le fratte è troooppo inquietante.
 
Ma non soffermiamoci e proviamo tutti insieme a riportare alla mente altri pezzi storici.
Chissà quali altre perle ho dimenticato?

Selvaggia

P.s.
Questo post è stato ispirato dalla mia art Federica e dal suo pupo Edo, che oggi mi hanno fatta tornare all’asilo. Grazie. 

Mai stata baciata. (dalla fortuna)

5 Set

Selvaggia: Buongiorno, vorrei cambiare un Gratta e Vinci.

Tabaccaio: Quanto ha vinto?

Selvaggia: Cinque euro.

Tabaccaio:  Vuole i soldi o un altro biglietto.

Selvaggia:  Un altro biglietto, grazie.

Tabaccaio:  Vuole "Una barca di soldi"?

Selvaggia:  Ovvio, se no cosa gioco a fare?

Tabaccaio:  No, non ha capito le sto chiedendo se vuole "UNA BARCA DI SOLDI"?

Selvaggia: E io le sto dicendo di sì! Voglio diventare ricca. Anzi, ricca sfondata. No no, da fare schifo.

Tabaccaio: Ma non una barca di soldi così per dire…

Selvaggia: Eccerto, una barca di soldi di tutto rispetto.

Tabaccaio: No, signorina "Una barca di soldi" è il nome del Gratta e Vinci che le sto proponendo.

Selvaggia: Ah, certo, avevo capito. Per chi mi ha presa?

Ruggero rulez: l’amore è una storia di tutti.

6 Ago

Ancora qualche settimana e poi inizieranno le riprese di Ruggero.
C'è grande fermento in Due Monete e, sul volto di qualcuno, una leggera stanchezza.

Ruggero non ha ancora terminato di seminare che già sta raccogliendo incredibili risultati, come le collaborazioni con i grandi professionisti del cinema italiano. Insomma, proprio nessuno può rimanere impassibile davanti a tanto amore per la narrazione, nemmeno chi è abituato a fare film ogni giorno, con importantii nomi e sostanziose produzioni.

Il "Caso" Ruggero ormai è una questione torinese così piena d'orgoglio che coinvolge e travolge persone in tutta Italia, perché la sua è una grande storia d'amore e l'amore è una storia di tutti.

Ma cosa si dice in giro di Ruggero?

http://www.torinotoday.it/eventi/cinema/cortometraggio-ruggero-rasola-garden-palace-torino.html

http://www.superando.it/content/view/7728/112/

E chi sono i suoi protagonisti?

http://www.indiegogo.com/Ruggero

Ecco Ruggero nella sua primissima prova sul tetto del Garden Palace e con lui, l'ormai già postato più volte Franco "Uzzo" Dipietro e un inedito Lorenzo Corgnati che per l'occasione ha prestato corpo e voce al personaggio che porta la "brutta notizia".

Se Ruggero vi piace:

http://www.facebook.com/video/video.php?v=10150218211368836#!/pages/Due-Monete-Ruggero/199370703429434

Ricordando.

13 Lug

Quella stretta al cuore subito prima degli occhi lucidi.

Padelle al forno.

6 Lug

Ingredienti per 4/6 persone.

– 1.700 g di padelle.

– 800 g di teglie varie ed eventuali.

Tempi di cottura.

Giusto il tempo di scaldare il forno.

N.B. Per ottenere l'effetto gratin basterà attendere il naturale scioglimento dei manici delle padelle.

Preparazione. Dimenticate 1.700 g di padelle vuote nel forno che siete soliti usare come stipetto per questioni pratiche di spazio. Condite il tutto con teglie e pirofile circolari e non, di alluminio e non, da forno e non. Aggiungete distrazione q.b. tipo: bambini, cane, tv, radio, amici, fidanzato molesto, mamma al telefono che non ha nessuna intenzione di far durare la chiamata meno di un'ora e guarnite il tutto con il desiderio di fumare una bella sigaretta.

Cottura. Scaldate il forno a 200° per 20-25 minuti e il gioco è fatto.
Aprite lo sportello e gotevi la fumata nera, ma solo dopo aver fatto raffreddare il tutto in forno, per evitare l'effetto sufflè. A questo punto, spalancate tutte le finestre per condividere con i vicini la vostra passione per la cucina.

Et voilà, cotto e buttato!

Ditelo solo dopo aver fatto il gesto odioso della Parodi.

Selvaggia

Spacchiamogli il Quorum.

10 Giu

Io ascolterei bene il suggerimento di Shilly Marshall, per due motivi:

1- ce la possono contare e smenare a morte quanto volete, ma resta il fatto che l'acqua appartiene a tutti, il nucleare fa male a tutti e il legittimo impedimento non è una legge uguale per tutti. Quindi questo referendum è un'opportunità per tutti. 

2- 

indipendentemente dalla posizione, dal Sì al No a quellochetipare, andare a votare è un diritto e un dovere di tutti, quindi il 12 e 13 giugno, qualsiasi sia la tua posizione, ti invito ad andare a votare. 

Per quelli che mi insulteranno l'ennesima volta per il fatto che non capisco un cazzo, non so quello che dico e che faccio disinformazione, vi prego di continuare a insultarmi, ma possibilmente motivando le vostre regioni. Se sostenete che non capisco un cazzo e che il nucleare fa bene alla pelle, siete pregati di aggiungere anche il perché, altrimenti la vostra parola non vale niente. 

Grazie di Quorum.
Selvaggia Scocciata

E adesso, linea a Shilly Marshall 

Scheletri nell’armadietto. (dell’ufficio)

21 Mar

Ho trovato un coniglio di pezza intento a leggere un fumetto porno.

Anche se il coniglio erotomane è rosa.

Gli occhi sono lo specchio del bagno.

13 Dic

E puntuale come il Natale, arriva su Facebook quell'applicazione che raccoglie in un'unica cartella gli status migliori dell'anno.

Lo ammetto, non ho resistito.
Ecco quello che è passato nella mia mente in questo lunghissimo, strano e innamorato 2010.

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