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L’insostenibile peso della peperonata.

31 Mag

Ma non una peperonata qualunque. Direi piuttosto una peperonata degna delle migliori nonne di un tempo, quelle dedite alle due dita d'olio e allo strutto. Una peperonata dell'anima, per intenderci.

Peso, proprio in questi giorni. Fuori e dentro di me.
Peso che si riassume in un brutto caratteraccio, anzi direi un vero carattere di mmmerda che si riversa inevitabilmente sulle persone che amo. E come fa a credervi una persona amata, quando gli dimostrate il vostro amore maltrattandola? "Caro, ti amo, però vaffanculo. Sai, sono nervosa…"
No, non sono credibile. Però sono sincera, sia quando dico "ti amo", sia "vaffanculo".

Forse dovrei limitarmi ad accettare il momento e a tollerare la sensazione di "spacco tutto" che mi percorre le vene da un po' di tempo. Forse se non la respingessi con tutte le mie forze, imparerei ad amarla. Forse forse, sono così confusa che l'altro giorno ho anche ascoltato le componenti organolettiche di un prodotto per favorire l'erezione sponsorizzato da Andrea di Gigi&Andrea, su una tv privata.

Forse mi serve una vacanza.

Forse non devo piacere a tutti i costi.

Forse posso prendermela con calma.

Forse non vincerò la coppa e non vincerò un premio aziendale. 

Forse non dovrò operarmi al fegato.

Forse il peso è solo una bilancia dell'Ikea.

Manifesto dei Ritardisti del Primo Giorno. (Lunedì)

6 Dic

Ignorare il suono della sveglia.

Ripere una serie imbarazzante di postponi, in caso la sveglia sia riuscita a fare il suo dovere.

Convincersi di essere assolutamente svegli, anche se non è assolutamente vero.

Rotolare su un fianco fino a raggiungere il bordo del letto.

Lasciarsi accompagnare dalla forza di gravità fino a raggiungere il pavimento con i piedi.

Cercare, nel nulla, ridicole ciabatte a forma di cane e impegnarsi per trovare il verso giusto.

Raggiungere, ancora con gli occhi chiusi, la cucina.

Sbattere contro una/due sedie del tavolo, oppure direttamente contro il tavolo.

Cercare di fare un caffè, assicurando un notevole spargimento di polvere su fornelli, lavandino e pavimento.

Attendere il caffè nel letto, nella speranza di non riaddormentarsi e soprattutto di non dar fuoco alla casa.

Svegliarsi per l'odore della plastica bruciata.

Spegnere il gas e ritornare nel letto con una tazzulell 'e cafè.

Guardare il soffitto dai 10 ai 20 minuti, pensando rigorosamente a niente.

Rendersi conto che è già ora di uscire di casa. 

Rendersi conto che non si sono ancora espletati tutti, ma proprio tutti, i riti mattutini.

Ricercare la lettura idonea: quotidiano, periodico, retro dello shampoo.

Ustionarsi e ghiacciarsi a fasi alterne nel tentativo di trovare una temperatura ideale per l'acqua durante la doccia.

Lavare i denti, fare le sopracciglia, senza cavarsi un occhio con la pinzetta, mettere il rimmel.

Vestirsi random, in sequenza assolutamente casuale, annusando tutte le maglie prima di infilarle.

Indossare scarpe, possibilmente dello stesso paio.

Fare ricognizione per assicurarsi: portafoglio, cellulare, chiavi di casa. Quale dei 3 oggetti ho dementicato oggi?

Chiudere la porta e iniziare un viaggio della morte verso l'ufficio con la macchina.

"Dove ho messo la macchina?"

Cercare la macchina nei soliti 4 isolati per un tempo improponibile.

Trovare la macchina, per puro caso, proprio davanti al portone.

Rispettare i semafori, far passare i pedoni, superare il guidatore duecentenario che si sta dirigendo, ai 2 km all'ora, al Museo Egizio per la solita seduta di conservazione.

Cercare parcheggio vicino all'ufficio.

Trovare parcheggio praticamente in un altro Stato.

Correre a mettere il tagliandino del parcheggio. Non a quella macchinetta, all'altra. Quella è rotta, ovviamente.

Posare il tagliandino.

Chiudere la macchina.

Tornare alla macchina dopo aver fatto il seguente pensiero: "ho chiuso la macchina?"

Dirigersi con la falcata di Carl Lewis verso l'ufficio.

Fare le scale tre a tre.

Entrare finalmente in ufficio.

Rendersi conto che nessuno, ma proprio nessuno, è stupito per il tuo ritardo.

Perché il mio lunedì mattina non può cominciare così?

Invece che così?

L’amore ricordato (facevo un viaggio coast low cost)

16 Set

L'amore inaspettato
(facevo i cazzi miei)

L’amore desiderato
(facevo sogni bellissimi)
 
L’amore immaginato
(facevo film)
 
L’amore impaginato
(facevo l’art director)
 
L’amore dichiarato
(facevo i salti di gioia)
 
L’amore consumato
(facevo i salti di gioia parte seconda)
 
L’amore tormentato
(facevo di tutto…)
 
L’amore catturato.
(facevo attenzione a qualsiasi cosa)
 
L’amore passato
(facevo fatica a crederci)

L'amore rubato
(facevo fatica a riprendermelo)
 
L’amore ritrovato
(facevo fatica e basta)
 
L’amore allontanato
(facevo pena a me stessa)
 
L’amore disintegrato
(facevo che non sapevo che fare)
 
L’amore accantonato
(facevo ciò che non sapevo)
 
L’amore distanziato
(facevo l’indifferente)
 
L’amore dimenticato
(facevo finta di essere felice)

L’amore ricordato
(faccio che non pensarci)

Selvaggia è tornata. Ed è più Scocciata che mai.

 
 
 

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Anni di appunti devono trovare ordine per trasformarsi in personaggi e racconti per dare il via ad una complessa cosmogonia. Un punto di confronto (e soprattutto una valvola di sfogo) sono d'uopo ...