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Quello che le donne non dicono potresti anche fare lo sbatti di immaginarlo.

26 Apr

Si dice che quando una donna dice “no”, in realtà, vuole dire “sì”, e viceversa. Che quando una donna risponde “non ho niente” significa “sono incazzata come un puma giapponese e se ti avvicini ti recido la giugulare con una carezza”. Che quando una donna esordisce con “va tutto bene” vuole dire “ma ti pare che vada bene?”. Che quando una donna, timidamente, dichiara “non importa”, nel profondo, sta pensando “minchia se questa me la paghi!”. Insomma, si dice che quando una donna dice qualsiasi cosa è molto difficile che “quella cosa” abbia realmente “quel” significato. 

Ma è sempre stato così? Non potendomi avvalere di ricostruzioni storiche attendibili, tipo i filmati “in costume”che partono ogni volta che la famiglia “Angela” si fa una domanda, mi accontenterò di confutare la mia tesi attraverso qualche esempio cinematografico.  

Quante volte nei film abbiamo visto donne baciate di prepotenza, dal fusto di turno, che prima si ribellano come anguille in preda alle convulsioni e pochi secondi dopo si lasciano coinvolgere in una limonata capace di rilevare anche il più piccolo reflusso gastroesofageo? Pensate a Rossella O’Hara, a Holly, a Cleopatra…. anzi, pensate direttamente a Liz Taylor in tutti i suoi ruoli e nella vita. 

Ciò che invece sfugge alla mia analisi è: perché gli uomini continuano a ignorare questa peculiarità della donna?

A) gli uomini non sono dotati di memoria storica.

B) gli uomini non vanno abbastanza al cinema.

C) gli uomini non hanno una grande immaginazione.

D) gli uomini non se ne fottono proprio.

Ormai, sui vari social, girano veri e propri tutorial per interpretare e decifrare il linguaggio delle donne. Elio con “Cara ti amo” ha creato un attendibilissimo manuale per la comprensione dell’utero e delle sue necessità. 

E se la questione fosse più complessa? E se un banalissimo “sei arrabbiata?” volesse dire “so che sono stato proprio uno stronzo, ma  ho un orgoglio grande come la fronte di un beluga e non riuscirò mai ad ammetterlo”? A quel punto il “ma figurati!” o il “non importa” delle donne risponderebbe inconsciamente all’orgoglio dell’uomo con “col cavolo che ti prendi questa soddisfazione!”.

Così però cadrebbe tutto quello che ho imparato in questi 30 anni di vita.  A una certa età le fanciulle imparano che quando un uomo dice una cosa, in genere, vuole dire proprio “quella”,  fatta eccezione per le seguenti situazioni: 

  • non è che non mi piaci, è che siamo troppo amici. (sei racchia)
  • è che ho paura di rovinare tutto. (sei racchia)
  • non sei tu, sono io che sono sbagliato. (sei racchia)
  • tu sei fantastica ma… (sei racchissima) 

Il punto è proprio qui. Perché noi donne al primo “non sei tu, sono io che…”capiamo il vero significato della frase e voi maschietto davanti a un “non voglio più vederti”ci prendete in parola?  

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