Persone anni 80 che ci portiamo dentro senza saperlo.

29 mag

In un momento di noia epocale, mi sono sottoposta al quiz che in questi giorni gira su FB per scoprire quale personaggio anni 80 è sopito dentro di me. Ok, lo ammetto: NON RESISTO AI TEST SUGLI ANNI 80. OHHHHHHHH!

Il risultato?

Immagine

 

Beeello! Tutti amano MacGyver. Non potevo davvero chiedere di meglio e devo dire che più di una volta ho cercato di liberarmi da una brutta situazione con un laccio di scarpa, un tubo di panna spray e una pinzetta per le sopracciglia. Insomma, non ci sono dubbi, sono proprio io.  (Singletudine a parte)

Quello che non mi è molto chiaro è il nesso tra le risposte che ho dato e il personaggio che è uscito. 

Perché se ami il pongo, adori Tom Bosley (il papà di Happy Days), ti abbotti di hamburger, odi Massimo Boldi, sogni di fare la ballerina di Burlesque, non guardi FoxRetro, non sopporti i bambini e un altro paio di cose che adesso non ricordo, sei indubbiamente McGyver?

Insomma  non che io abbia visto tutte tutte le puntate, ma non ricordo scene in cui Mac balla vestito con abiti Burlesque o vomita guardando un film di Boldi…

Mi sono forse persa qualcosa? 

Ho bisogno di altre risposte sbagliate

Per chi morisse dalla voglia di smascherare l’eroe anni 80 che si porta dentro: 

http://www.floptv.tv/quiz/che-personaggi-dei-telefilm-anni-80-sei/

Carrousel, il mercatino milanese che è tutto una Cuccagna

21 mag

selvaggia scocciata:

Ciao a tutti,
vi segnalo un evento milanese molto molto carino tutto dedicato alla creatività. Ci saremo anche io e Beso con le nostre Bignoles. :)

https://www.facebook.com/pages/Les-Bignoles/105848519594192

Venite a trovarci.

Originally posted on Nomadi Stanziali:

Carrousel

Cose che ho scoperto la prima volta che sono stata in Cascina Cuccagna per il mercatino delle autoproduzioni e della creatività Carrousel:

– che il Carrousel è un Marché e non un Market, perché alla sua ideatrice piace la Francia

– che la suddetta ideatrice e organizzatrice del Carrousel crea e vende delle bellissime t-shirt per bambini, con il marchio di Mamma Nae. Sono t-shirt colorate, originali e anche personalizzabili. Mi capirete se vi dico che ho finito per acquistare in quantità per mia figlia. Mi capirete se vi dico che non se ne può fare a meno

Mamma Nae

– che il Carrousel torna periodicamente nelle stanze di Cascina Cuccagna. Inverno, primavera, estate e così via e quindi non avete scuse e prima o poi ci dovete proprio fare un salto. Se non oggi, domani

Cose che ho scoperto leggendo il comunicato stampa della prossima edizione per il mercatino…

View original 225 altre parole

Immagine

Per la rubrica Sfashion Blogger: i selfie.

19 mag

Per la rubrica Sfashion Blogger: i selfie.

La sfashion blogger professionista ha una licenza speciale per i selfie idioti, come si può vedere nella testimonianza allegata*.

*Nella foto, una S.F scatta al grido di “Bananà?”.

Pullman di casa mia.

16 mag

Da leggere solo se avete tollerato il post sulle puzze dei treni.

Avete mai fatto caso (sicuramente sì) agli odori che aleggiano sui mezzi pubblici della vostra città?

A Torino, se prendi il tram o il pullman nel momento sbagliato, ora di punta – mattino – estate –  Festa dell’Unità, sei fottuto. 

Analizziamo insieme di cosa sanno queste puzze, in ordine di sopportazione.

Al decimo posto c’è la puzza dei freni dei tram. Un odore ferroso, pungente, ma che almeno non dà il voltastomaco. A proposito, l’unico motivo per cui non dà il voltastomaco è perché non è di natura umana. 

Al nono posto troviamo la naftalina che impregna giacche e cappotti per poi sprigionarsi nelle tue narici. 

Ottava posizione per l’acqua di colonia, la nauseabonda fragranza che da sempre accompagna pochi (ma persistenti) fan che ti regalano grandi mal di testa soprattutto nelle lunghe tratte tipo Caio Mario – P.za Sofia (che noi torinesi pronunciamo proprio come Sofia Loren). 

Mentre il settimo gradino appartiene al vario street food che i lavoratori e gli studenti amano consumare sui mezzi per spicciarsi. E qui chiedo venia, perché io per prima ho consumato nauseanti hot dog, kebab e, in certe ore della notte, topoburger su tram e pullman. Un kebab cipolloso scartato nel momento sbagliato vale come attacco terroristico. Ricordalo.  

In sesta base l’odore di classe delle medie in pieno casino ormonale, che sta andando a visitare per la tredicesima volta il Museo Egizio sul tuo stesso fottuto pullman. 

Quinto traguardo per l’effluvio di capello sporco. Non vado oltre. 

Vince la quarta posizione la puzza di piede in scarpa bagnata, scarpa da ginnastica senza calza, Superga

Al terzo troviamo le fughe di gas che ovviamente capitano sempre quando il pullman è strapieno e tu non puoi andare da nessuna parte. In quei casi non puoi fare altro che tentare il suicidio

Il secondo posto del podio è della cara amica ascella. Pare che la maggior parte delle persone non si accorga dell’ascella che prende il sopravvento sulla personalità. Per quelle persone: voi no, ma noi sì

E in pole position, davanti a tutti, la puzza di aglio immancabile già dalle 7 del mattino disponibile in 2 profumazioni, sia cotto che crudo. Esce dalla bocca, esce dalla pelle e appesta il vano per diverse ore.  

 

Hai provato empatia leggendo questo post? Pena? Solidarietà?

Se anche i mezzi pubblici della tua città puzzano di latrina, pannolino sporco o vomito di gatto, condividi qui la tua esperienza. 

Da Torino al mare passando per quell‘insofferenza che solo un treno affollato Trenitalia sa darti.

28 apr

In ordine di fastidio.

A primo posto, puzze varie, umane, puzze di una puzza così puzzosa che riesce sempre a stupirmi.

Al secondo e terzo posto, suonerie dei fucking cellulari e bambini urlanti a pari merito, con la differenza che la suoneria puoi tranquillamente chiedere di eliminarla, la bambina che strilla e tira calci al tuo sedile no.

Al quarto posto, gli sconosciuti che vogliono parlare a tutti i costi e intavolano conversazioni su quanto sarebbe bello usufruire del proprio pitale piuttosto che dei luridi bagni presenti sul treno.

Al quinto posto, l’annuncio snervante in loop che avvisa i gentili signori passeggeri che “se vi becchiamo senza biglietto vi facciamo un culo così”.

Al sesto posto, la signora dall`altra parte del vagone che parla a un volume illegale della sua interessantissima vita.

Al settimo posto, le 4 ore a passo d’uomo per percorrere Torino-Ventimiglia.

All’ottavo posto, l’inspiegabile ritardo di 22 minuti nonostante le 4 ore di cui sopra.

Al nono posto, i bagagli che vagano nei corridoi, soprattutto trolley, perché qualcuno non ha voglia di metterli su.

Al decimo posto, il fatto di essere talmente intollerante da non accorgermi che mare meraviglioso ho alla mia sinistra.

La domanda che prima o poi ogni uomo si fa: “dov’è?”.

3 apr

La convivenza è bellissima: piedi caldi tutto l’anno, anche a gennaio, colazioni lunghissime la domenica, che diventano cola-pranzi, maratone di film sul divano con schifezze da mangiare e così via… 

Nel periodo di convivenza con una persona si creano degli equilibri solidi e duraturi, quasi dei taciti accordi su chi fa cosa. Ognuno sa esattamente cosa, come e quando “fare”, peccato che agli uomini non sia stato installato il file del “dove”

Gli uomini, a casa loro, mancano completamento del concetto del “dove”. Sembra infatti, per certi aspetti, che loro non abitino il nostro stesso ambiente, al punto che viene da chiedere “dove sei stato tutti questi anni?”

Già, dove? 

Perché gli uomini dopo 3, 4, 5 anni di convivenza, e da quel che dicono le donne più anziane della mia famiglia anche dopo 35, 40, 45 anni di matrimonio, ancora non sanno dove sono i calzini, le posate, i tovaglioli, gli asciugamani, le ciabatte, il phon, i sacchetti per congelare, la carta igienica di scorta, i prodotti per pulire e la casa e tutta una serie di robe che evidentemente noi donne nascondiamo per fomentare un’estenuante caccia al tesoro.

Quando un uomo chiede “dov’è?” e la donna risponde citando a rotazione i soliti 3-4 cassetti distribuiti per la casa ci sono, comunque, altissime probabilità di insuccesso.
Infatti l’uomo andrà a controllare e poi dirà “non c’è” e la donna si alzerà, andrà a controllare e miracolosamente vedrà svettare, proprio davanti ai suoi occhi, l’oggetto incriminato.

E se l’oggetto in questione termina veramente cosa succede?
Nulla, l’uomo continuerà a chiedersi “dov’è?” senza provvedere al rimpiazzo.

Esempio di conversazione.

(venerdì sera)

- Dov’è il pepe?

- Finito.

(domenica a pranzo)

- Dov’è il pepe?

- Sempre finito.

Comunque non faccio una colpa agli uomini per il loro deficit del “dove”. Sono fermamente convinta che non sia colpa loro, ma che sia una sorta di malattia genetica che colpisce il 95% dei soggetti. Un po’ come la malattia che hanno certe donne, che sentono il bisogno di fare enormi mucchi di vestiti sulla sedia in camera da letto, sulla superficie della lavatrice, sul divano, nell’armadio mezzo vuoto del proprio uomo e ovunque ci sia un ripiano su cui posare qualcosa.

Ah, a proposito di armadi… grazie per avere così pochi vestiti e per lasciarci l’usufrutto di quella “porzione” di armadio che non usate e di quel cassetto mezzo vuoto in cui poi non riuscite a trovare i calzini.

Immagine

Per la rubrica “Cinema e altri fenomeni”.

19 mar

Stasera esce il nuovo numero di Freaks, cinema e altri fenomeni, a tema “SOUD”.

Autoctoni e non, vi aspetto al Blah blah di Torino per una serata all’insegna del cinema, della musica e della festa.

Vorrete mica perdervi il mio pezzo semi serio sulla musica diegetica?

Non viaggiare con una ragazza che esce.

17 mar

Ormai è chiaro, è stato scritto in ogni versione e in tutte le salse, tutti sappiamo perché è meglio “Non uscire con una ragazza che viaggia”. Ma cosa succede se invertiamo il processo?  Quali rischi corriamo se  viaggiamo con una ragazza che esce?

Non viaggiare con una ragazza che esce. Lei è quella che ti farà perdere l’aereo il mattino della partenza, perché ha passato tutta la notte a festeggiare con  gli amici. 

Non viaggiare con una ragazza che esce. Si annoierà a morte quando tu avrai il jet lag e lei vorrà andare subito a farsi un giro e mangiare cibo spazzatura, ma locale, prima di provare almeno 8 tipi di distillati. 

Non viaggiare con una ragazza che esce. Difficilmente riuscirai a svegliarla presto per fare un’escursione. 

Non viaggiare con una ragazza che esce. Probabilmente ha un  lavoro noioso e dunque quando è in vacanza vuole svagarsi senza per forza tenere un blog giornaliero della sua traversata a nuoto del Pacifico. 

Non viaggiare con una ragazza che esce. Perché ha voglia di spaccarsi, fare l’idiota e non gliene frega nulla di fare la femme fatale dell’Orient Express.

Non viaggiare con una ragazza che esce. C’è la possibilità che il giorno dopo sia completamente in hangover e non si ricordi di averti portato con lei in viaggio. 

Non viaggiare con una ragazza che esce. Lei parla sinceramente, soprattutto se è ubriaca. Quindi non avrà problemi a mandarti affanculo se le stai rovinando la vacanza. 

Non viaggiare con una ragazza che esce. Sarà troppo stanca il giorno dopo per aiutarti a smontare una tenda, caricare la macchina, guidare fino alla prossima stazione di servizio. 

Quindi non viaggiare con una ragazza che esce, a meno che tu non riesca a fregartene dei piani mal riusciti, tabelle di viaggio non rispettate, pigrizia manifesta e cambi repentini di idea sul da farsi o il da vedersi. E se per caso te ne innamori, non azzardarti a svegliarla per la lezione di Kite delle 05:25. Lasciala dormire. 

Lettera a Biancaneve.

14 mar

Cara Biancaneve,

suvvia, non prendermi in giro. 

Non nasconderti dietro innocenti coincidenze. 

Non menarmela con misteriosi significati. 

Non azzardare ipotesi inconfutabili. 

Non addentrarti in pindariche teorie. 

Non creare falsi miti di conturbante femminilità.

Ma soprattutto, non stupirti se nel trolley hai 24 kg di droga. 

Perché se la gente ti chiama “dama bianca” è perché sei quella che alle feste porta la coca per tutti.

Capito, Biancane’?

Fidati, se a un party ti presenti con due birre al massimo puoi ambire a Puppi, Ciappi, Chicchi, Uolla, Bacci, Tacci, Tua!

Improvvisamente ho voglia di leggere Cioè.

4 mar

Non so cosa abbia scatenato questo desiderio, forse un post di Clio make-up sulle trousse anni 90, ma sono stata letteralmente assalita dalla voglia di leggere Cioè

Così, sono andata sul sito del famoso magazine e indovinate? Nulla, tutto come una volta.

Ecco cosa mi manca di Cioè.

Le tartarughe sulle pance dei bonazzi in copertina. Certo, ai miei tempi c’erano Keanu Reeves, Brad Pitt, Leonardo Di Caprio e tutti gli ormai ultracentenari di Hollywood. Più un certo Marcus che non ho idea di chi fosse. Però c’era, sempre!

Gli stickers nelle alette appiccicose, ricordo gentilmente prestato da Meg, da attaccare in camera per la gioia di mia madre che poi doveva andarci giù di lametta.

I trucchi scadenti al petrolato e altre porcherie che facevano cascare le ciglia, venire l’herpes e 8 differenti dermatiti.

Le interviste assolutamente inutili al gruppo del momento, al bonazzo del momento, al bonazzo del gruppo del momento.

Il poster di Joey Tempest, in pensione già all’epoca.

La rubrica per sapere se puoi restare incinta con un bacio, come dice Daniela, a stampo.

Il fotoromanzo con i liceali tormentati a causa delle fantasie geometriche dei loro maglioni invernali.

Chissà come sarebbe leggere Cioè oggi?
O meglio, chissà come sarebbe avere 15 anni oggi e leggere Cioè?
Mi piacerebbero i One Direction?
E Justin Bibier?

A proposito, ma chi caspita è Justin Bibier?

Pensieri...solo pensieri...

Per alcune persone, i libri fanno la differenza tra felicità e infelicità, speranza e disperazione, una vita degna di essere vissuta e una orribilmente noiosa.Anjali Banerjee♦♦Nel serpente il veleno è nei denti, nella mosca è nel capo, nello scorpione nella coda, nel malvagio in tutto il corpo.

"art inside me"

"ZERO GRAVITY" nelle parole,nei pensieri, DoReSol

Nomadi Stanziali

Appunti e Ritagli, per partire ma anche per restare

signorwhite

Hai dannatamente ragione

ANDREA GRUCCIA

Per informazioni - Andreagruccia@libero.it

Stefy

Il primo miglior rimedio per dimenticar le proprie disgrazie è burlarsi di quelle altrui.Il secondo è un Martini.

e dica trentatrè ?!

perchè 33 anni non è mai stata un'età facile

diziovario

il mondo è bello perché è Mario

Kite inNepal

I didn't know, but i love the wind

Coppetta gusto Collins e Mazzantini

Perchè un buon libro è come un gelato: non puoi che divorarlo!

The Little Pots

Nei pentolini piccoli c'è il cibo buono.

siamosolostorie

"If you want a happy ending, that depends, of course, on where you stop your story." - Orson Welles

il dilettevole dilettarsi del dilettante

Anni di appunti devono trovare ordine per trasformarsi in personaggi e racconti per dare il via ad una complessa cosmogonia. Un punto di confronto (e soprattutto una valvola di sfogo) sono d'uopo ...

meunexpected

"...ma se,senza lasciarsi affascinare, il tuo occhio sa tuffarsi negli abissi,leggimi e impara ad amarmi!"

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 499 follower