Archivio | ottobre, 2013

Finché morte non ci separi.

29 Ott

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Il 25 novembre succederà qualcosa di speciale, ma soprattutto di concreto.

Il 25 novembre donne e attrici di tutta Italia affronteranno contemporaneamente il problema sociale del femminicidio. Lo spettacolo sarà rappresentato in 21 diversi teatri italiani da 21 diverse compagnie proprio durante la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Cosa posso fare io? (e anche tutti voi)

1 – posso andare qui http://www.eppela.com/ita/projects/566/finche-morte-non-ci-separi leggere con attenzione e condividere sul mio FB. Avrò già fatto tantissimo. Avrò condiviso la notizia e dato la possibilità ad altre persone di venire a conoscenza di un problema, di affrontarlo ed eventualmente lottare per risolverlo.  Il mio karma ringrazia, solo perché non ho fatto finta di nulla.

2 – posso METTERCI LA FACCIA. Sempre sul link di prima http://www.eppela.com/ita/projects/566/finche-morte-non-ci-separi posso vedere come sostenere la causa attraverso un video virale.Come hanno fatto loro.
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Devo solo filmarmi mentre dico“MI CHIAMO IPAZIA FIORENTINI. E MI HANNO APPENA AMMAZZATA”OPPURE “MI CHIAMO FEDERICA MELLORI. E MI HANNO APPENA AMMAZZATA” 
Cosa ne faccio del video? Lo posto sulle pagine Facebook di Ipazia Fiorentini o di Federica Mellori. Forse non sono io Ipazia, e nemmeno Federica, ma magari è la mia migliore amica, mia sorella, magari è mia madre. A cosa serve? A dare voce.

3- su http://www.eppela.com/ita/projects/566/finche-morte-non-ci-separi 

posso sostenere lo spettacolo anche economicamente. Bastano 2 euro per supportare questa impresa nazionale. Ne ho di più? Meglio. Non li ho? Non importa, posso fare le cose scritte ai punti 1 e 2: GRATIS! Ho 2 euro, che faccio? 

A – prendo un caffé e un cornetto e mi assicuro un altro strato di cellulite?

B – compro una corsa e mezza di autobus e mi assicuro un altro strato di cellulite?

C – li investo in una spettacolo che parla di un problema di tutti? 

Io non ho dubbi. 

 

 

 

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Per la rubrica Sfashion Blogger: LA MACCHINA.

28 Ott

La Sfashion Victim non ha una macchina, ha un deposito ambulante in cui è racchiusa tutta la sua vita e pezzi delle vite dei proprietari precedenti. Già… perché la SB professionista non spende soldi per comprare una macchina, resta ferma in attesa che un parente se ne liberi dopo mila anni. La macchina della SB era la macchina della mamma, che prima è stata del papà e prima ancora del cognato di suo cugino. Al suo interno avvengono veri e propri ritrovamenti archeologici e spesso è possibile improvvisare un mercatino vintage zona Autogrill  per rimediare due spicci e comprare una Rustichella o mettere 5 euro di benzina. La macchina della SB, per essere considerata tale deve contenere:

– almeno 6 bottiglie d’acqua, o altre bevande, vuote o semivuote. Due di queste devono essere presenti minimo da 6 mesi. 

– 2, e dico due, cappelli finto panama per fare foto cretine in coda al casello. 

– sigarette sotto il sedile di quando fumava sigarette.

– filtri ovunque di quando fumava tabacco o altro. 

– monetine (max 20 cent.) ancorate ai tappetini. 

– rose secche di dubbia provenienza. 

– 1 peluches a caso per far vedere che è zozza ma tenera. 

– carte di snack in ricordo di uno stato depressivo, molto depressivo, suicida.

– 2 mazze da golf di bassissima qualità mai usate. 

– 1 bottiglia vuota di prosecco lanciata sui sedili posteriori in un momento di euforia.

– cassette e cd vari anche se non si possiede autoradio. 

– sacchetti. 

– E… dulcis in fundo: IL TUTTO CITTA’. Vuoi mica avere il navigatore?

Se credete che la cosa si concluda così, allora non siete delle SB professioniste. Chi invece, come me, ha gli scheletri nel bagagliaio sa che il vero mausoleo su ruote della SB si trova proprio lì. 

Ma questo è un altro capitolo e dunque un altro post.

35 piani di emozione libera.

24 Ott

Ieri sera l’Espace di Torino ha ospitato lo spettacolo dal titolo 35°piano.

35° piano è stato scritto dal drammaturgo Francesco Olivieri, la persona più determinata che abbia mai conosciuto. Ho visto nascere l’opera un pezzetto alla volta, su Facebook. Ogni giorno “volavo e cadevo” un po’ dal 35°piano di Francesco.  

Il  testo parla della vita interrotta di un piccolo imprenditore divorato dai debiti e delle vite della sua famiglia che, nonostante tutto, vanno avanti. Sulla carta è stato difficile comprendere pienamente l’opera. Non sono riuscita a immaginare un monologo corale così articolato, non senza cali d’intensità almeno, fino a quando non ho visto l’interpretazione di Marcello Serafino che definirei: WOW! ( Più pioggia di applausi.)

Ovviamente un “WOW!” da condividere con la regista dello spettacolo, come lo stesso Marcello ha tenuto a sottolineare, Lucia Falco che è riuscita ad adattare l’opera di Francesco, a renderla memorabile  e soprattutto possibile.

Chiunque desiderasse info più tecniche, o chiunque volesse portare nel proprio Teatro, o nella propria città, 35°Piano può trovare tutti i contatti sul blog ufficiale dello spettacolo:

http://35esimopiano.wordpress.com/

Spero vivamente di vedere ancora questa locandina in giro per la rete. 

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C’è grossa crisi!

3 Ott

La crisi è quella balla colossale che ci ci raccontano per farci accettare qualsiasi condizione.